Nella notte fonda ti scavo, tesoro

Nella notte fonda ti scavo, tesoro
Perché ogni abbondanza che vidi
è miseria e povero surrogato
della tua bellezza ancora segreta.
Ma la via che conduce a te è terribilmente lunga
e poiché da tempo nessuno la percorre, si cancella.
Tu sei solo. Tu sei la solitudine,
o cuore in cammino per lontane valli.
Alzo nel vento le mie mani sporche
di sangue a forza di scavare:
che mettano rami come un albero!
E ti succhio dallo spazio
come se là ti fossi sfracellato un tempo
con un gesto impaziente
e ora cadessi mondo polverizzato
da lontane stelle sulla terra dolcemente
come cade la pioggia a primavera.

Rainer Maria Rilke

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