Mi cola inchiostro dagli angoli della bocca.

Mi cola inchiostro dagli angoli della bocca.
Non c’è contentezza come la mia.
Ho mangiato poesia.

— Mark Strand

 

 

/ Eternità provvisoria

Un uomo e una donna stavano a letto. “Solo una volta ancora,” disse l’uomo “solo una volta ancora.” “Perché continui a ripetere la stessa cosa?” chiese la donna. “Perché non voglio che finisca mai” rispose l’uomo.” “Ma cosa vuoi che non finisca?” chiese la donna. “Questo,” spiegò l’uomo “questo non volere mai che finisca.”

Mark Strand, Quasi invisibile. Trad. Damiano Abeni.

/ L’enigma dell’infinitesimale

Li avete visti al crepuscolo, camminare lungo la costa, li avete visti in piedi sulle soglie, affacciati alle finestre, o a cavallo dell’orlo lento di un’ombra. Amanti degli spazi intermedi, non sono né qui né lì, né dentro né fuori. Anime misere, sono portati a fare esperienza dell’impossibile. Perfino di notte, stanno a letto sdraiati con un occhio chiuso e l’altro aperto, sperando di cogliere l’ultimo attimo della coscienza e il primo del sonno, di abitare quella terra di nessuno, quel luogo meraviglioso, da contemplare come solo un dio potrebbe, la congiunzione luminosa di niente e tutto.

Mark Strand, Quasi invisibile. Trad. Damiano Abeni.