Categoria: Yiannis Ritsos

/ Bello il tuo corpo

Bello il tuo corpo
Infinito il tuo corpo.
Mi sono perso nell’infinito.

***

Le mie labbra
percorrono il tuo orecchio.
Così minuto e tenero
come può contenere
tutta la musica?

***

L’assenza di perifrasi – diceva –
annienta la poesia.
E sia.
Preferisco il tuo corpo.

***

Nudo il tuo corpo,
autentico –
risposta definitiva al niente.
Vieni.

***

Tutta notte
il tuo nome
mi cinguetta in bocca,
mi beve la saliva,
mi beve.
Il tuo nome.

***

Le mie mani ti ricordano
più profondamente della memoria

***

Due mesi senza incontrarci.
Un secolo
e nove secondi.

― Yiannis Ritsos

/ Parola carnale

Le poesie che ho vissuto tacendo sul tuo corpo
mi chiederanno la loro voce un giorno, quando andrai.
Ma io non avrò più voce per ridirle allora. Perché tu eri abituata
a camminare scalza per le stanze, e poi ti rannicchiavi sul letto,
gomitolo di piume, seta e fiamma selvaggia. Incrociavi le mani
sui ginocchi, mettendo in mostra provocante
i piedi rosa impolverati. Devi ricordarmi così – dicevi;
ricordarmi così coi piedi sporchi; coi capelli
che mi coprono gli occhi – perché ti vedo più profondamente così. Dunque,
come potrò più avere voce. La Poesia non ha mai camminato così
sotto i bianchissimi meli in fiore in nessun paradiso.

Yiannis Ritsos