Etichettato: Raymond Carver

/ Il dono

Mi dici che non hai dormito bene. Ti confesso
che nemmeno io. Hai passato una nottataccia. “Anch’io”.
Siamo straordinariamente calmi e teneri l’un con l’altro
come se avvertissimo il nostro traballante stato mentale.
Come se ognuno sapesse cosa prova l’altro. Anche se,
naturalmente, non lo sappiamo. Non lo si sa mai. Non importa.
È la tenerezza che mi preme. È questo il dono
che mi commuove e mi prende tutto questa mattina.
Come tutte le mattine.

Raymond Carver

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/ Orientarsi con le stelle

Fiume Nanches. Appena sotto le cascate.
A venti miglia da qualsiasi città. Una giornata
di densa luce solare
greve degli odori dell’amore.
Quanto tempo abbiamo?
Già il tuo corpo, asprezza da Picasso, si asciuga all’aria dell’altipiano.
Ti strofino la schiena e i fianchi
con la mia maglietta.
Il tempo è un puma.
Ridiamo per un nonnulla
e quando ti sfioro i seni
perfino gli scoiattoli restano
abbacinati.

Raymond Carver

/ Questa è la poesia che dovevo scrivere

Questa è la poesia che dovevo scrivere
prima, ma non ho scritto
perché ti ho sentita muovere.
Stavo pensando ancora
a quella prima mattina a Zurigo.
Ci svegliammo prima dell’alba.
Per un attimo disorientati. Ma andammo
fuori sul balcone che guardava giù
verso il fiume e la parte vecchia della città.
E restammo lì in piedi, senza parlare.
Nudi. A guardare il cielo schiarirsi.
Eccitati e felici. Come se
fossimo stati messi lì
proprio in quel momento.

Raymond Carver, Racconti in forma di poesia

/ Non accorrerò quando chiamerà

Non accorrerò quando chiamerà
anche se mi dirà ti amo,
specialmente se lo dirà,
anche se giura
e non promette altro
che amore amore.

La luce in questa stanza
copre ogni
cosa allo stesso modo;
neanche il mio braccio fa ombra,
anch’esso consumato dalla luce.

Ma questa parola amore…
questa parola s’oscura,
s’appesantisce e si scuote, comincia
a mangiare, a rabbrividire e a farsi largo
convulsa su questo foglio
finchè anche noi scompariamo quasi
nella sua gola trasparente e siamo ancora
separati, lucidi, fianchi contro coscia, i tuoi
capeli sciolti che non conoscono
esitazioni.

Raymond Carver